JUICE STORIES: #1 Arago Design

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Ogni oggetto in vendita su Juice è speciale perchè racconta una storia che parla di passione per un’arte, di amore per le cose fatte bene. Parla di pazienza, di impegno e di creatività. E dietro ognuno ci sono le diverse esperienze dei makers, artigiani e artisti italiani. Un fil rouge fatto di gocce si intreccia, si lega e si arrotola in mezzo a loro… non ti resta che seguirlo!

Enjoy the drops

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Arago Design prende metaforicamente il nome dallo scienziato francese del IXX secolo, François Arago, che nei suoi studi sui meccanismi di visione dell’occhio dimostrò che la parte più esterna della retina è quella più sensibile alla luce. Pertanto, se si vogliono osservare fonti luminose deboli, come le stelle più piccole e lontane, non bisogna guardarle direttamente ma si deve spostare lo sguardo in una zona loro adiacente. Le implicazioni metaforiche e poetiche di questa scoperta, sono alla base dello spirito di Arago Design, i cui lavori sono molto di più di quello che appaiono.

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Dario ed Elisabetta nel loro studio- laboratorio

Arago design sono Elisabetta Di Bucchianico e Dario Oggiano, architetti-designer che nel 2004 aprono lo studio-laboratorio “l’Officina delle Invenzioni” nel quale si occupano di progettazione e ricerca nell’ambito del design del prodotto, dell’architettura d’interni, dell’arredo urbano e della grafica.

I loro oggetti raccontano infatti delle storie, storie spesso ispirate dalla loro terra, l’Abruzzo, e dalle sue tradizioni, storie di maestranze e culture artigiane antiche e tutte si fondono in due grandi categorie: le storie di verità e bugie, e le storie di tecnica.

Le storie di verità e bugie “parlano di progetto, di costruire, di possedere, di utile e di inutile, parlano onestamente quando ricordano il passato e sono bugiarde quando affrontano il presente. 
Sono oggetti che parlano di Design prima del Design.”

Sono oggetti legati a momenti del vissuto di ognuno di noi, vivi e vegeti nel nostro immaginario ma fragili ed effimeri nella realtà, perché appartengono ad epoche lontane della nostra vita. Arago restituisce a queste immagini la materia e crea oggetti a volte privi di una vera funzione ma dal potente potere evocativo: il pallone colorato a spicchi in pvc con il quale giocavamo da piccoli, attraverso la ceramica e l’argilla si cristallizza nella Schizosfera. E’ lo stesso processo che interessa Birillume, definito “il primo oggetto in plastica-fossile della storia“: trasformando in lampada un classico birillo stradale, veniamo provocatoriamente invitati a riflettere sul falso design e più in generale nella falsificazione in cui vive la società contemporanea.

Schizosfera
Schizosfera

 

Birillume
Birillume

Gli oggetti che raccontano storie di tecnica sono “cavalli di Troia“.  Accompagnano il loro utilizzo sussurrando parole che raccontano processi costruttivi che l’uomo ha saputo scrivere ma che ha, oggi, dimenticato.”

E’ il caso di Neola, un “posacose “ in ceramica, esplicitamente ispirato ad un dolce tradizionale abruzzese dalla forma inconfondibile, o di Camera d’aria un contenitore in ceramica Raku, che indaga sulla possibilità di realizzare a mano al tornio una geometria estremamente complessa nella sua semplicità e che viene realizzato in collaborazione con il Maestro Claudio Reginato di Bassano del Grappa, uno dei migliori tornianti al mondo.

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“Posacose” Neola

 

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Camera d’aria

Ma la storia che troviamo più affascinante è quella della Musa Ovina, pecora mitologica abruzzese dal vello finemente decorato sulla cui storia circolano pochi dettagli. Sarà probabilmente necessario uscire di casa ed interrogare qualche anziano abitante di un paesetto montano o scavare tra le pagine ammuffite di un rigattiere per rintracciare qualche briciola che la descriva. Possiamo conoscerne l’aspetto grazie ad uno straordinario documento fotografico, che la ritrae, al pascolo, sull’Altopiano del Voltigno nella seconda metà dell’800. Scatto che sarebbe da attribuire ad un fotografo olandese che all’epoca percorreva l’Italia diretto a sud.

Trofeo è uno splendido ritratto di questo animale mitologico, realizzato in edizione limitata in ceramica bianca e dipinto a mano dal Maestro di Castelli, Emiliano Di Egidio.

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La Musa Ovina

 

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Trofeo

Narratore di tutte queste storie è la ceramica, attraverso la quale vivono tutti gli oggetti/personaggi marchiati Arago. Ed è proprio attraverso la lavorazione di un materiale così antico che Elisabetta e Dario percorrono la loro ricerca nel mondo del design, invitandoci a guardare gli oggetti non soltanto attraverso gli occhi, ma sopratutto attraverso la memoria e l’immaginazione, per riuscire finalmente a carpirne la vera bellezza…un pò come con le stelle più piccole e lontane.

GUARDA IL VIDEO DI ARAGO DESIGN QUI:

 

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